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La controversa questione della B12

24 Febbraio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

La controversa questione della B12

Il tema controverso della Vitamina B12 o Cobalamina (in quanto deriva dal cobalto) è fortemente sentito dalla maggior parte dei vegani, dei vegetariani e dei crudisti-vegani.
Prodotta dai microrganismi presenti nel terreno e negli intestini (compreso quello umano) è necessaria all’organismo per la sintesi degli acidi nucleici e, sebbene se ne necessitano quantità minime, la sua carenza (che si manifesta molto sporadicamente) provoca molteplici e profondi scompensi riscontrabili in pallore, astenia, eccessiva magrezza e, addirittura, stato di confusione mentale.
Ben’inteso che le carenze minerali e vitaminiche non riguardano mai una sola componente singola, quella della B12, quando avviene, è seriamente debilitante.

Fortunatamente il suo approvvigionamento, contrariamente alla vulgata, non è poi così complicato.

Nel Regno Unito, ad esempio, Il Ministero della Salute ha ufficialmente riconosciuto che alcune persone hanno una necessità B12 inferiore alla media.
Un fabbisogno di B12 a vita ammonta a 40 milligrammi.
Prendere dosi più elevate di questa vitamina per via orale non ha senso perché 3mcg (microgrammi) è il massimo che può essere assorbito per ciascuna volta.
Assumerla poi dalla forma inorganica attraverso gli integratori, contrariamente a quanto venga propugnato, non ci garantisce l’assorbimento.

In un organismo in salute, la stessa viene secreta dalla bile e poi riassorbita.

Questo fenomeno è conosciuto con il nome di circolazione enteropatica. La quantità può variare da 1 a 10 ug (microgrammi) al giorno.
Le persone che seguono una dieta con valori bassi, inclusi vegani e vegetariani, possono ottenere più B12 dal suo riassorbimento che dalle fonti alimentari. Il riassorbimento è il motivo per cui ci possono volere anche 20 anni affinché la carenza sviluppi la malattia.

Analogamente, se vi è carenza, è dovuta a causa di una mancanza nell’assorbimento, bastano tre anni perché si manifestino i sintomi della malattia. Siccome la vitamina B12 in un corpo sano viene riciclata, la sintesi interna della B12 può soddisfare i nostri bisogni senza che questa venga aggiunta nella dieta.

Tra le tante controversie ce n’è una che dice che sebbene il fattore intrinseco venga prodotto nello stomaco e che gli intestini producono vitamina B12, il batterio viene prodotto troppo in basso negli intestini e non può essere assorbito dai nostri corpi. Questa opinione purtroppo circola ancora sebbene, come afferma chiaramente la ricercatrice anglosassone Dr.ssa Vivian Vetrano, è stata smentita da una ricerca di 20 anni fa, per cui altro non è che una teoria scientifica obsoleta.

In oltre, il trattato di “Anatomia e Fisiologia Umana” di Marieb Elaine dice chiaramente che assorbiamo vitamina B12 attraverso gli intestini. Eppure sono ancora molti ad affermare che i cibi contenenti vitamina B12 sono quelli che derivano da fonti animali nonostante questa nozione sia completamente inesatta.

Nessun cibo può naturalmente contenere B12, che sia animale o vegetale.

La vitamina in oggetto è l’unica che contiene un elemento traccia come il cobalto, da qui il suo nome chimico di cobalamina.
Gli uomini e tutti i vertebrati hanno bisogno del cobalto, sebbene sia possibile assimilarlo solamente sottoforma di vitamina .
La sintesi della stessa avviene naturalmente nel piccolo intestino umano (nell’ileo), che è il suo primo luogo di assorbimento. Fino a che i batteri degli intestini hanno il cobalto ed altri nutrienti, producono B12.

Secondo il Dr Michael Klaper, è presente nella bocca e negli intestini e per venir assimilata in modo corretto, deve essere combinata con una mucoproteina-enzima chiamato Fattore Intrinseco, che è normalmente presente nelle secrezioni gastriche.
Se il fattore intrinseco è danneggiato o assente, la sintesi della B12 non avrà luogo, non importa quanta ne sia presente nella dieta.

La carenza della B12 può esser causata da antibiotici contenuti nel latte, dall’alcol, dal fumo e dallo stress.

L’alcool danneggia il fegato, e chi fa uso di sostanza alcolica ha bisogno di maggiore quantità di B12.
Il fumo, ed anche tutti i cibi cotti ad alte temperature, aumentano il fabbisogno di B12.

Ne deriva che gli onnivori hanno più carenze dei vegani, contrariamente alla propaganda delle industrie della carne e dei latticini. Questo è noto già dal 1959!

Detto questo, dobbiamo tenere a mente che molti vegetariani e vegani assumono antibiotici o consumano cibi contenenti antibiotici.
A volte esagerano con cipolle, aglio, ravanelli ed altri cibi ricchi di olio di mostarda, che sono dannosi alla flora intestinale. Danneggiata la flora, è difficile e laborioso ristabilirla senza la giusta dieta.
Quindi è molto più importante ripristinare la flora batterica piuttosto che fare affidamento sugli integratori.

Le persone che hanno un problema fisico perché pensano di non prendere vitamina B12 a sufficienza, spesso non stanno assimilando il cibo nella giusta maniera a causa di una cattiva digestione.

Rafforzando il potere digestivo ogni carenza B12 scompare. Per i mangiatori di carne, poi, va aggiunto che la presenza della vitamina B12 nei preparati cotti è pressoché inesistente in quanto è anche termolabile oltre che fotolabile e può essere distrutta da condizioni altamente alcaline o altamente acide.
Questo spiega perché i mangiatori di carne hanno carenze di B12 assai superiori ai vegani, sebbene la loro dieta (prima della cottura) contenga B12. Inoltre, per i mangiatori di carne, c’è pure il discorso antibiotici! Molti consumatori di carne distruggono la loro flora batterica intestinale a causa della putrefazione costante. I batteri della putrefazione naturalmente presenti nella carne affaticheranno ancor di più il corpo.

I benefici illusori degli integratori fanno sì che il metabolismo acceleri in fase cardiaca al fine di espellere queste sostanze pericolose il più velocemente possibile,  portando ad una stimolazione del corpo e all’illusione di un miglioramento di salute.

La verità è che esiste un delicato equilibrio tra le secrezioni ormonali, le vitamine, gli enzimi e i minerali.
Gli scienziati ne sanno veramente poco a riguardo, mancando la voglia, la convenienza e i fondi per approfondire.
Queste sostanze non lavorano da sole, richiedono invece altre sostanze per funzionare, come ad esempio i grassi.

Sappiamo molto poco della vita in una cellula e l’uso degli integratori può disturbare questo equilibrio delicato e diminuire l’efficienza delle funzioni del corpo. Il problema maggiore con gli integratori è che :
1) Non contengono centinaia di altri nutrienti di cui abbiamo bisogno per stare in salute che solo il cibo crudo fornisce,
2) Contengono sostanze artificiali e contaminanti che fanno male alla salute.

Va ribadito che le vitamine ed i minerali sintetici sono inorganici e dunque non possono venir usati dal corpo umano. Nella produzioni di integratori alimentari, inoltre, viene aggiunto un carrier chimico per rendere questi prodotti accettabili al palato del consumatore. Tali carriers, come tutte le altre sostanze chimiche, sono tossici per l’organismo.

Secondo il dr John Potter, medico del Fred Hutchinson Cancer Center, Seattle, la magia del cibo si basa su migliaia di interazioni complesse di dozzine di fitochimici che sono molto difficili da ricreare nelle pillole.
Mentre 190 studi provano i benefici di frutta e verdura, non esiste nessuna evidenza a favore degli integratori.

Le vitamine, i minerali, gli ormoni non lavorano da soli ma sempre in simbiosi. Per svolgere i propri compiti lavorano insieme ad altri nutrienti. Quando queste sostanze altamente complesse vengono disturbate, la loro efficacia viene ridotta ed inibita.
Comunque, troppi nutrienti concentrati e sintetici succhiano via l’energia vitale perché l’organismo deve espellerne gli eccessi. Chi ha una carenza di B12 in realtà non ha solo quella.

Solo una dieta più sana, e condizioni migliori di vita, più qualche eventuale digiuno, potrebbero giovare.

Secondo il dr Douglas Graham, nel suo libro “Nutrizione e Performance Atletica” gli integratori si sono rivelati un metodo incompleto ed inadeguato di fornire nutrienti perché gli scienziati non possono avvicinarsi agli equilibri della natura. Egli afferma che, siccome il novanta per cento di tutti i nutrienti non è stato ancora scoperto, perché dovremmo cominciare ad aggiungere nutrienti nella nostra dieta uno alla volta quando possiamo mangiare cibi completi?

La maggior parte dei nutrienti interagiscono simbioticamente con almeno altri otto nutrienti, per cui le probabilità di fornire a ciascun nutriente il pacchetto necessario diventano infinitamente scarse. Inoltre aggiunge, non si è mai riusciti a mantenere vivo e neppure in salute un umano o un animale con una dieta rigidamente composta di integratori nutrizionali.
Dan Reeter, sta creando, nei laboratory Bio-Systems in Colorado, uno dei più sofisticati computer per testare il suolo biologico. Dice che, secondo i suoi test, le piante cresciute in un suolo biologico producono livelli più alti di vitamina B12 disponibile.

È stato riscontrato pure che la vitamina B12 è presente nei frutti selvatici e nelle piante edibili addomesticate.
I prodotti animali ed i latticini producono una fonte povera di vitamina B12.
Gli studi mostrano che coloro i quali seguono un’alimentazione classica basata su prodotti animali richiedono dosi maggiori di vitamina B12 rispetto a quelli che mangiano cibo naturale e vegano. Ciò accade perché la dieta classica porta verso un’atropia digestiva, con perdita funzionale della capacità digestiva.

Proprio perché la B12 è legata ai prodotti animali e deve essere enzimaticamente scissa dal legame peptidico per venir assorbita, un acido gastrico indebolito e delle secrezioni enzimatiche gastriche (dovute ad una dieta a base di cibo cotto), rendono inabile la capacità di estrazione della vitamina B12 dal cibo esterno. Per questo, i crudisti-vegani che hanno una digestione più forte, ottengono più B12 dal riassorbimento della bile rispetto al cibo esterno.

Un altro punto che vale la pena di prendere in considerazione, è che la Dose Giornaliera Raccomandata (RDA) si basa su una persona media che mangia cibo cotto (onnivoro, vegano, vegetariano), che fuma e che beve. Gli interessi commerciali hanno ampiamente esagerato i bisogni di questa vitamina.

Questi studi non ci dicono nulla su un vegetariano che conduce uno stile di vita sano.
È difficile determinare i bisogni individuali di qualsiasi vitamina o nutriente, ed un sovradosaggio di questi crea un fardello inutile per il nostro organismo. Fattori quali stress, velocità del metabolismo, possono essere determinanti per capire i nostri bisogni.
Il Dr Victor Herbert ha scritto nell’American Journal of Clinical Nutrition (1998, Volume 48) che, al giorno, sono sufficienti solamente 0.00000035 once (1 microgrammo) di vitamina B12.
Questi requisiti minimi possono essere inadeguati per spiegare i bisogni di un crudista vegan che conduce uno stile di vita salutare, richiedendo meno B12 grazie ad una abilità gastrica superiore nel riciclare questa vitamina.
Ovvio che la cottura distrugge i microbi ed una dieta vegan composta maggiormente da cibi cotti potrebbe non fornire all’intestino una buona flora.

I livelli di assorbimento di B12 sono più alti negli individui sani rispetto agli altri.
Alcuni studi, basati sugli Indiani vegetariani che conducevano uno stile di vita sano, mostrarono che nessuno di loro aveva sintomi da carenza B12 anche se i loro valori erano di 3-5 microgrammi.
Il dr Gabriel Cousens ritiene che la carenza di vitamina B12 è causata generalmente da una mancanza di assorbimento nel tratto intestinale piuttosto che da una mancanza di questa vitamina nella dieta.

Annie Jubb ed il dr David Jubb affermano che le persone hanno vissuto in ambienti molto sterili, asettici per così tanto tempo che questi organismi simbiotici sono stati sempre meno presenti nella nostra dieta.

Se una persona sta bene ed adotta una dieta crudista-vegana salutare con un’alta percentuale di cibi crudi, non si abbuffa regolarmente, non combina in maniera errata i cibi, non abusa del proprio corpo e digiuna ogni tanto, è raro che svilupperà una sintomatologia da carenza di B12 a patto che la sua flora intestinale non sia stata impoverita precedentemente.

La carenza di vitamina B12 è solitamente un sintomo di un problema più grande, ad esempio una flora intestinale povera, malassorbimento e mancanza di luce solare.

Il fatto è che la questione sui nutrienti è diventata confusa e caotica, con tutte le sue informazioni contraddittorie in circolazione.
Non c’è da meravigliarsi se le persone non sanno più dove e come ottenere micronutrienti a sufficienza.
Sfortunatamente, troppa è la gente sviata ed impaurita al punto che nessuna dose di buon senso può salvarli dalle multinazionali della carne, dei latticini e del petrolchimico (integratori di cibo sintetico).
La verità è che tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno sono contenuti nel cibo naturale della sua specie (per gli esseri umani, cibo crudo vegetale).

Madre Natura sa come provvedere alle sue creature.
Perché dovremmo esser stati creati come mangiatori di vegetali per poi necessitare di quantità di B12 maggiori di quelle disponibili nei frutti e verdure naturali?
L‘importante è che questi frutti e queste verdure siano rigorosamente prive di trattamenti chimici poichè è sulla buccia non lavata che si presenta la maggiore concentrazione di B12 pronta all’uso!

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Diviene urgente diventare vegani

19 Febbraio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Diviene urgente diventare vegani

Nel 2014 oltre 20 milioni di ragazzini americani erano obesi, una percentuale della popolazione che in trent’anni è triplicata. Persino i bambini piccoli, che chiaramente non possono essere accusati di compiere cattive scelte o di non avere forza di volontà, ingrassano con un ritmo spaventoso.

obesitàE il resto del mondo si sta mettendo in pari:

oggi nel Regni Unito due adulti su tre sono sovrappeso o obesi;
i messicani hanno superato gli Stati Uniti per quanto riguarda il tasso di obesità sia nei bambini sia negli adulti, conquistando il primato mondiale non ufficiale;
in Cina e in India gli obesi sono triplicati nel giro di trent’anni, arrivando quasi a un miliardo;
anche nei paesi dove in genere si pensa che la popolazione sia più magra, come in Giappone, Corea e Francia, più di un bambino su dieci è classificato come obeso.

In ambito giuridico l’obesità è talvolta considerata un fattore invalidante, ma non è vista come una malattia, benché spesso abbia effetti letali.

Oltre a costare miliardi a ogni singolo paese in termini di spesa sanitaria, una delle principali conseguenze per la salute provocate da questa epidemia è il diabete, che colpisce più di trecento milioni di persone con un tasso di crescita annuale del 2%, il doppio del tasso medio di nascita della popolazione.

In luoghi come la Malaysia e i paesi del Golfo, quasi metà della popolazione soffre di diabete.
Se la tendenza dovesse seguitare, nel 2030 altri settantasei milioni di individui solo nel Regno Unito e negli Stati Uniti saranno clinicamente obesi: in totale, quasi un cittadino su due.
Ovvero altri milioni di pazienti con malattie cardiache, diabete, ictus e artrite.

Tutto questo ha un’unica causa: il cibo derivante dai processi industriali.

Animali trattati come oggetti e nutriti con mangime spazzatura per essere convertiti in cibo spazzatura per soddisfare la voracità di un’umanità divenente inevitabilmente spazzatura.

Diviene urgente diventare vegani, diviene inaccettabile il silenzio che ancora persiste da parte della classe medica e delle istituzioni sanitarie.
Buon appetito.

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Salute e malattia specchi delle nostre scelte

15 Febbraio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Salute e malattia specchi delle nostre scelte

Per la Scienza Medica, il Corpo umano è ancora un mistero, specialmente quando è malato.
Ogni nuova malattia “scoperta” dai Medici è un nuovo mistero per loro.

Secondo la visione vegan–crudista la malattia è lo sforzo che l’organismo compie per eliminare i rifiuti metabolici inquinanti, sedimentati al suo interno.
Per tanto, la malattia è solamente il sintomo e la cura deve proiettarsi verso il corpo.
Bisogna cioè ripristinare la condizione attraverso cui tutte le interazioni biochimiche corporee ritornino al loro stato ottimale.

La medicina convenzionale invece, sebbene in alcune branche stia compiendo diversi passi verso questo principio, prevalentemente ha un approccio allopatico, ossia tende a contrastare i soli sintomi.

Se poi si vanno a leggere sui bugiardini di alcuni farmaci chemioterapici della loro classificazione come cancerogeni tutto si tinge di sfumature grigio scuro.

La malattia è business e come in tutti i settori, la bramosia di ricchezza, il profitto sopra ogni cosa ha pervaso anche il mondo medico scientifico.

Dunque cosa fare?

Secondo le conoscenze vegano–crudiste, per chi si trova all’anno zero della sua esistenza biologica gli basta rimanere fedele al nutrimento di specie ovvero rimanere vegano crudista per perpetrare una vita sana e lunga.

Per tutti gli altri, il fattore tempo è quello che farà la differenza nel bene e nel male.
Di confortante c’è che il nostro corpo, se si affida a madre natura, è capace di compiere veri e propri miracoli.
Occorrerà seguire un percorso da prima detossificante tramite digiuni liquidi e secchi, poi rigenerante tramite i giusti ed equilibrati apporti nutrizionali.

Attenzione, non si tratterà di complicarsi la vita perché accadadrà esattamente l’opposto.

La vita, almeno quella nutrizionale, si semplifica in modo inequivocabile.
La parte dura sarà durante il primo periodo dove bisognerà opporre strenua resistenza alle sirene delle malsane abitudini tenendo presente che una volta superati i fatidici primi 3 giorni il corpo è bio-chimicamente libero dalla dipendenza del cibo spazzatura.

Rimarrà invece la mente, con i suoi subdoli automatismi, a complicarci  il cammino.  Lì conteranno la volontà di non sottrarsi alla sfida.

Il premio è molto ricco e non solo sul piano salutistico.
Si diventa consapevoli di molte più cose, delle straordinarie interconnessioni, che la salute e malattia non sono che specchi delle nostre scelte, del fatto che il pieno possesso di se stessi è quanto di più urgente e centrale ci debba essere.

Latte e Latticini, ladri di calcio

10 Febbraio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Latte e latticini, ladri di calcio

Le linee guida di molti Paesi occidentali ci hanno indotto a credere che sia necessario bere latte vaccino e consumare latticini in genere per soddisfare il nostro bisogno di calcio.
Forti di queste indicazioni, tramite campagne pubblicitarie molto suggestive, i produttori di latticini ci allettano con le loro merci.

Peccato che anche in una ricerca realizzata dall’Università di Yale nel 1992, tra le tante effettuate dal mondo medico, si è confermato che la proteina lattosio ci fa dissipare molto più calcio di quanto non ne assorbiremmo attraverso l’assunzione di latticini.
Questo perché il lattosio aumenta il carico acido nell’organismo, il che significa che i nostri tessuti diventano più acidi e con essi ne è fortemente a rischio il nostro sangue.

Il nostro organismevitare-di-consumare-latteo non può sostenere questo ambiente acido soprattutto in funzione del  nostro sangue che, per funzionare, deve mantenersi rigorosamente con un ph  tra 7,35 e 7,45 sulla scala acido alcalina 1-14, dove l’1 rappresenta la massima acidità,il 14 la massima alcalinità, e il 7 la posizione neutra (negli animali carnivori ed onnivori tale livello scende ben sotto il valore 7).
Quindi, non gradendo questa acidificazione comincia a combatterla e per neutralizzarla, l’organismo si serve del calcio, che agisce da sostanza alcalina molto efficace.
Ma il calcio che utilizzerà a tale scopo non è quello presente nel latte, in quanto inferiore in quantità e qualità occorrenti, facendo sì che l’organismo lo ricavi dalle ossa che col passare del tempo s’indeboliranno.

Da più di 100 anni abbiamo le prove che le proteine animali (carne, latte, formaggi, uova) riducono la salute delle ossa eppure continuano le campagne pubblicitarie in cui ci propugnano alimenti che nell’assumerli ci impoveriscono di calcio e non solo.

Una prova empirica è data dalla costante presenza di calcio  nelle urine che dimostrano, appunto, dell’aumentata acidità metabolica che ha fatto spendere calcio dalle ossa.

Vi invito a leggere il seguente comunicato elaborato dal Dr. Aristide Donadio a proposito dell’assunzione del latte:
 
MOTIVI PER CUI VA ABBATTUTO IL CONSUMO DI LATTE E LATTICINI
COMUNICATO DELLA FARMACIA DR ARISTIDE DONADIO

PRIMO MOTIVO L’OSTEOPOROSI

L’assunzione del latte è reclamizzata per la prevenzione dell’osteoporosi, sebbene la ricerca clinica pervenga a conclusioni differenti.
L’Harvard Nurses’ Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, ha mostrato che l’aumentato consumo di latte non avrebbe alcun effetto protettivo sul rischio di fratture. Infatti, l’aumentata introduzione di Calcio attraverso latticini era associato con un rischio di fratture più elevato.
Uno studio australiano è pervenuto al medesimo risultato.
Inoltre altri studi non hanno evidenziato alcun effetto protettivo sull’osso da parte del calcio proveniente dai derivati del latte. Per ridurre il rischio di osteoporosi, va ridotta l’assunzione con la dieta di sodio e di proteine animali, aumentato il consumo di frutta e verdura, l’attività fisica, e va assicurato un adeguato introito di calcio da fonti vegetali, come ad esempio la verdura a foglia verde ed i fagioli, come pure prodotti tipo i cereali per la colazione ed i succhi.

SECONDO MOTIVO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

I latticini, ivi inclusi formaggio, gelati, latte, burro e yogurt, contribuiscono significativamente ad elevare il contenuto di colesterolo e grassi nella dieta.
Le diete ad elevato contenuto di grassi, soprattutto grassi saturi, possono aumentare il rischio di parecchie malattie croniche, comprese le malattie cardiovascolari.
Una dieta a base di prodotti vegetali, povera di grassi e che elimini i derivati del latte, in combinazione con attività fisica, abolizione del fumo e controllo dello stress, può non solamente prevenire le malattie cardiache, ma addirittura renderne reversibile il decorso. I derivati dalla frazione non grassa del latte possono essere utilizzati, seppure siano responsabili di altri rischi per la salute, come descritto oltre.


TERZO MOTIVO IL CANCRO

Alcuni tumori, come ad esempio quello dell’ovaio, sono stati messi in stretta relazione con il consumo di latticini.
Lo zucchero contenuto nel latte, il lattosio, viene scisso nell’organismo ottenendo un altro zucchero, il galattosio. A sua volta il galattosio viene ulteriormente catabolizzato da enzimi.Secondo uno Studio del dr. Daniel Cramer e collaboratori a Harvard, quando il consumo di latticini eccede quantitativamente la possibilità enzimatica di catabolizzare il galattosio, questo può accumularsi nel sangue, e può danneggiare le ovaie femminili. Alcune donne possiederebbero inoltre livelli di questi enzimi particolarmente bassi, ed il consumo regolare di derivati del latte può triplicare in loro il rischio di sviluppare cancro ovarico.In particolare i tumori al seno e quelli alla prostata.

I tumori della mammella e della prostata sono pure stati messi in relazione con il consumo di derivati del latte, correlazione presumibilmente riferibile, almeno in parte, ad aumentati livelli plasmatici di un composto denominato Insulin-like Growth Factor (IGF-I).
Questo fattore, isolato nel latte vaccino, è stato ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumino regolarmente latticini.Altri principi nutritivi che aumenterebbero i livelli di IGF-I sono pure presenti nel latte vaccino.
Uno Studio recente mostra come soggetti maschili che presentino elevati livelli di IGF-I avrebbero un rischio quattro volte maggiore di sviluppare cancro prostatico, quando confrontati con i soggetti nei quali i livelli di questo fattore siano bassi.latticini-formaggi

QUARTO MOTIVO IL DIABETE

Il Diabete Insulino-dipendente (tipo 1 o Diabete Giovanile) è correlato al consumo di latticini.
Studi epidemiologici in diversi Paesi dimostrano la presenza di una forte correlazione tra l’uso di latticini e l’incidenza di Diabete Insulino-dipendente.
Alcuni Ricercatori nel 1992 hanno individuato una proteina specifica del latte che innescherebbe una reazione autoimmunitaria, che si pensa sia in grado di distruggere le cellule pancreatiche deputate alla produzione di Insulina.


QUINTO MOTIVO L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO

L’intolleranza al Lattosio è un fenomeno comune in molte popolazioni, e negli USA colpisce circa il 95% dei soggetti di origine Asiatica, il 74% dei Nativi, il 70% dei soggetti di origine Africana, il 53% dei soggetti di origine Messicana, mentre colpisce il 15% dei soggetti di razza Caucasica.
La sintomatologia, che include problemi gastrointestinali, diarrea e flatulenza, compare perchè l’organismo di questi individui non possiede gli enzimi deputati alla digestione dello zucchero presente nel latte, il Lattosio, appunto.
In più oltre ad essere vittime di questi problemi, coloro che bevono latte rischiano di diventare soggetti a rischio di sviluppare altre malattie croniche ed altri disturbi.

SESTO MOTIVO LA TOSSICITÀ DA VITAMINA D
Il consumo di latte non fornisce una fonte valida ed affidabile di Vitamina D nella dieta.
Differenti campioni di latte sono stati trovati contenere quantità molto variabili di Vitamina D, in alcuni campioni era presente una quantità di Vitamina D cinquecento volte superiore a quella indicata, mentre altri campioni di latte ne contenevano quantità insufficienti o questa Vitamina era addirittura assente.
Un eccesso di Vitamina D può essere tossico e può essere responsabile di un eccessivo aumento dei livelli di Calcio in sangue ed urine, di aumentato assorbimento di Alluminio e di depositi di Calcio nei tessuti molli.
SETTIMO MOTIVO LA CONTAMINAZIONE
Ormoni sintetici come ad esempio il ricombinante dell’ormone della crescita bovino (rBGH), sono comunemente usati nelle mucche da latte per aumentare la produzione di latte.
Visto che le mucche producono quantità di latte in eccesso rispetto a quanto previsto dalla Natura, sono vittime di mastiti od infiammazioni delle mammelle.
Il trattamento di queste patologie richiede l’uso di antibiotici, e tracce di questi farmaci e di ormoni sono stati rilevati in campioni di latte e di latticini.
Altre sostanze che contaminano frequentemente il latte sono i pesticidi ed altri farmaci.
MOTIVO OTTAVO LA SALUTE DEI BAMBINI

Proteine del latte, Zuccheri del latte, grassi e grassi saturi presenti nei latticini possono essere causa di rischi per la salute nei bambini, portando allo sviluppo di malattie croniche quali obesità, diabete e formazione di placche arteriosclerotiche, causa in seguito di patologia cardiaca.


COLICHE ADDOMINALI E STIPSI CRONICA
L’American Academy of Pediatrics raccomanda che ai bambini al di sotto dell’anno di vita non venga somministrato latte vaccino intero, poichè la carenza di Ferro è più probabile quando la dieta sia ricca di latticini.
I prodotti del latte sono molto poveri di Ferro.
Se dovessero costituire una grossa parte della dieta, è più probabile si sviluppi una carenza di Ferro.Le coliche addominali sono un ulteriore problema correlato al consumo di latte.
Un bambino su cinque soffre di coliche.
I pediatri ne hanno individuato da tempo la causa nel latte vaccino.
Sappiamo ora che quando la madre che allatta al seno il bimbo consuma latte vaccino, il bambino puo’ andare incontro a coliche addominali.Gli anticorpi della mucca possono passare, attraverso il circolo ematico materno, nel latte materno stesso e da qui al bimbo. Inoltre le allergie alimentari appaiono essere comunemente causate dal consumo di latte, soprattutto nei bambini.
Uno Studio recente mette anche in correlazione il consumo di latte vaccino con la stipsi cronica del bambino. I ricercatori suggeriscono che il consumo di latte provochi ragadi od altre lesioni perianali e severo dolore alla defecazione, provocando così stipsi.

STIAMO DUNQUE CON FIDUCIA ED IN FORTE PREVALENZA SULLE GRANAGLIE,  SUI LEGUMI,  SULLA FRUTTA E LA VERDURA

Il latte ed i suoi derivati non sono necessari nella dieta e possono, in effetti, essere dannosi per la salute. Consumate una sana dieta a base di granaglie, frutta, verdura, legumi, cibi fortificati quali i cereali ed i succhi.
Questi cibi, carichi di principi nutritivi, possono aiutarvi a soddisfare le esigenze individuali di Calcio, Potassio, Riboflavina e Vitamina D con facilità e senza rischi per la salute.La dieta è solo uno dei fattori che influenzano la salute delle ossa.
Ci sono molti nutrienti oltre al calcio che aiutano la costruzione delle ossa così come taluni influenzano la ritenzione di calcio e la perdita di massa ossea.Per esempio, la vitamina D in quantità sufficienti, magnesio e proteine vegetali hanno effetti benefici sulle ossa.
Anche il boro, che si trova nella frutta, nei vegetali a foglia, nelle noci e nei legumi, può avere effetti positivi.Invece troppe proteine e sodio hanno un effetto negativo.

Dunque per ridurre la perdita di calcio, oltre l’esclusione integrale degli alimenti di origine animale (per gli onnivori), è fondamentale limitare i cibi ricchi di sodio e moderare l’uso di sale o simili (tamari, miso).

Ecco alcuni cibi ricchi di calcio:

Broccoli, carote, cavolo verde, lattuga romana, radicchio, alghe di mare (crudi), cavolfiore, melanzane, funghi, fagioli, ceci, lenticchie, tofu (cotti).
Frutta come arance, fichi, mele, banane e frutta secca come mandorle, nocciole, semi di lino, pistacchi, semi di zucca apportano, oltre agli altri nutrienti,  una discreta quantità di calcio.
In ultimo, ma non per questo meno importante, anche lo svolgimento di una vita fisica attiva fatta di passeggiate, corse ed anche sollevamento pesi, hanno effetti benefici sulle ossa.

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