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È il momento di cambiare, è il momento di diventare vegani

16 Marzo 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

È il momento di cambiare, è il momento di diventare vegani

La maggior parte delle nostre scelte alimentari ci fanno ammalare, significano predazione, sofferenza, cancellazione di specie viventi e biodiversità senza le quali si compromette la nostra stessa sopravvivenza.
Voltare lo sguardo dall’altra parte non è più accettabile.
Quelli che continuano ad ingozzarsi, salvo poi soffrirne gravemente (è solo questione di tempo) fregandosene delle ricadute sugli altri e sul pianeta intero sono responsabili alla pari delle multinazionali che devastano in nome dei soldi e del potere che detengono.
E finiamola una volta per tutte col riempirci i polmoni di frasi del tipo: “ma noi siamo la specie dominante, l’uomo caccia da sempre, è il nostro istinto”.
La meschina verità è che il 90% delle persone non mangerebbe quello che mangia se non fosse manipolata e indottrinata dal restante 10% che li domina.
DOMINA!

Il tonno in scatola, ad esempio, viene pubblicizzato con astute tecniche manipolatorie nelle quali viene omesso il fatto che questi proviene da sfruttamenti intensivi e criminosi degli oceani che ricadranno su tutti noi.
Siamo arrivati a predare il Crill degli Artici!
Quando arriverà il conto, salatissimo, non ci salverà il dare la colpa a chi ci ha ingannato.

Tu, tu che stai leggendo, se qualcuno vuole dare fuoco alla tua casa: lo lasci fare, lo aiuti o gli togli “il cerino” dalle mani?

Capite allora che è ora di cambiare?

Per coloro i quali sono suscettibili ai giudizi sprezzanti dei vegani sottopongo la seguente considerazione.
Tra i vegani ci sarà pure qualche coglione, e ce ne sono, che cavalca la scelta per mera moda, per avere il pretesto di essere comunque contro o che usa modi e termini insultanti.
Tuttavia, al di la delle parole, la sua scelta alimentare ha ricadute positive e concrete nella salvaguardia del pianeta dunque, per quanto politically incorrect, è comunque preferibile all’elegantone super colto dalle buone maniere che concorre pienamente all’annichilimento di interi ecosistemi.
Ognuno di noi è ciò che fa, non quello che dice o crede di essere.
È il momento di cambiare, è il momento di diventare vegani!

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Non assumete integratori vitaminici

11 Marzo 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

NON ASSUMETE INTEGRATORI VITAMINICI

È risaputo che oggi la nostra alimentazione è meno sana di quanto non fosse cinquanta o anche solo trenta anni fa.

Ciò si deve in gran parte alla preponderanza del cibo industriale, nel quale praticamente  tutti  i principi nutritivi originali vanno perduti.
Meno noto è il fatto che, secondo accurate indagini governative svolte in diversi paesi d’Europa, oggi anche la frutta e la verdura fresca contengono solo la metà dei nutrienti e delle vitamine presenti negli stessi prodotti di cinquant’anni fa.

Bombardati come siamo dalle raccomandazioni nutrizionali e da astute campagne pubblicitarie, abbiamo cominciato a preoccuparci delle vitamine come se fossero entità separate della fonti alimentari originarie.
E così le prendiamo per i motivi più svariati, per esempio per restare in salute, sentirci pieni di energia o tenere lontano il cancro.

Le vitamine derivano per lo più dal cibo

Oltre a sintetizzare un terzo dei nostri metaboliti, i microbi intestinali si occupano di produrne molte.
In particolare fabbricano per noi le vitamine del gruppo B, come la B6, la B5, la Niacina, la Biotina e il Folato, e la vitamina KLa vitamina B12 (cliccare sul link per approfondire l’argomento) prodotta dai microbi del colon per essere assorbita è necessario che si combinino diverse condizioni ormonali e immunitarie. Ne viene assorbita, tuttavia, una minima parte.
A seconda delle dosi, alcune vitamine, come il Folato e la B12, possono avere effetti imprevedibili e produrre cambiamenti epigenetici (cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo).
Altre, come la vitamina A, sono cruciali per il sistema immunitario, e la loro carenza provoca gravi problemi. I recettori intestinali si accorgono della mancanza di una vitamina specifica e modificano i nostri microbi, soprattutto riducendo i batteri filamentosi protettivi, il che porta a una risposta immunitaria e all’infiammazione.

Mantenere normale il livello delle vitamine è dunque di fondamentale importanza non solo per noi ma anche per i nostri microbi.

 

Per il 99% delle persone una dieta bilanciata ricca di frutta e verdura fresca è più che sufficiente per garantire una quantità ottimale di vitamine, ma molti non ne sono così convinti e ricorrono agli integratori vitaminici

integratori-vitaminiciIn passato le informazioni sui benefici delle vitamine si basavano sui consigli della nonna, sugli aneddoti, sulla bontà percepita della pianta originaria, oppure sull’osservazione di casi gravi di avitaminosi, come lo scorbuto (causato dalla carenza di vitamina C) o il rachitismo (per carenza vitamina D).
Poi vennero i primi studi osservazionali a breve termine  e i primi test in provetta, i cui risultati non furono particolarmente convincenti ma determinarono un boom delle vendite degli integratori vitaminici, che da allora non si sono più fermate.
Come in altri casi, si diffuse l’idea che, dal momento che frutta e verdura sembravano proteggere dal cancro e dalle malattie cardiache, anche i loro componenti cruciali  (o ritenuti tali dagli scienziati) isolati e sintetizzati, come il carotene, dovevano avere gli stessi effetti.

Negli anni novanta diversi studi epidemiologici osservazionali mostrarono che il consumo di integratori di antiossidanti come la vitamina E era associato a una riduzione delle malattie cardiache. I mezzi d’informazione riportarono queste analisi come se si trattasse di un rapporto causa ed effetto, e tutti cominciarono a comprare antiossidanti.
Poi però, successivi studi randomizzati (studi in cui l’assegnazione del trattamento ai soggetti avviene con un metodo casuale -random- facenti parte di due gruppi distinti  -sperimentale e  di controllo- in modo che le differenze eventualmente osservate tra i due gruppi possano essere attribuite al trattamento) che osservarono le vitamine antiossidanti più in voga, in particolare carotene, selenio e vitamina E dimostrarono che assumere integratori, oltre che non apportare alcun beneficio contro i radicali liberi, aumentava il rischio d’insufficienza cardiaca.

Come era già capitato per molte malattie, gli studi epidemiologici osservazionali avevano fornito informazioni sbagliate per via di un errore sistematico: le persone che prendevano la vitamina E consumavano più frutta e verdura della media.

 

Le conclusioni degli esperti sull’uso degli integratori vitaminici oggi sono drastiche: gli integratori a base di beta-carotene, vitamina E e  dosi elevate di vitamina A fanno decisamente male.

Un esempio fra tanti è il rimedio alla carenza di vitamina D.
La soluzione più pratica è esporsi al sole per 10/15 minuti al giorno, esponendo anche solo viso e braccia. Eppure i medici tendono piuttosto a prescrivere gli integratori. Ciò si deve alla paura esagerata dei raggi solari.
La pura e semplice verità è che il nostro corpo riesce a gestire l’estrazione graduale delle vitamine e dei Sali minerali (per esempio il calcio) dagli alimenti normali e dall’acqua minerale, ma non è in grado di affrontare un aumento massivo e improvvitamine-bambiniviso delle sostanze chimiche nello stomaco.
L’ossessione per l’approccio riduzionistico, che isola un singolo ingrediente magico capace di curare tutti i nostri mali, è figlia dell’attuale sub cultura massmediatica.

Assicuratevi di mangiare alimenti veri e proponeteli ai vostri figli, perché se abbastanza vari contengono quasi tutte le vitamine che vi servono.
Poi, grazie a microbi intestinali sani, il resto lo fabbricherete in modo naturale!

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I miracoli dei centrifugati disintossicanti

04 Marzo 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

I miracoli dei centrifugati disintossicanti

dal libro “Il mito della dieta di Tim Spector”

“Sembrava che avessi mangiato una pecora intera”.
Era il 2007 e Joe Cross, un trader di Sydney, si era guardato allo specchio e si era reso conto di essere davvero grasso.
Senza ulteriori indugi aveva cominciato una dieta disintossicante a base di centrifugati, che aveva seguito per 60 giorni.
L’intento era perdere peso una volta per tutte e guarire da una malattia autoimmune che lo faceva dipendere dai farmaci “Volevo riprendere il controllo della mia vita”.
Da bambino aveva sempre una gran fame e andava matto per il cibo spazzatura e le bevande zuccherate, ma restava in forma grazie allo sport.
Da adulto aveva mantenuto le stesse abitudini e una volta, per scommessa, aveva mangiato 11 Big Mac uno dietro l’altro. Beveva 4 o 5 lattine di Coca Cola al giorno e anche diverse birre durante i pranzi di lavoro al ristorante cinese. Era attratto da tutto ciò che poteva dare dipendenza: aveva lottato contro l’alcool e, come il padre, aveva un passato da giocatore d’azzardo.
Con gli anni, Joe si era concentrato sull’obiettivo di diventare un uomo ricco e di successo e poco alla volta aveva messo su peso. Aveva provato tutte le diete possibili e immaginabili, ma per brevi periodi.
Era perfino diventato fruttariano per 1 mese, ma poi era tornato alle vecchie abitudini.
Il titolo di un documentario da lui girato nel 2010, Fat, Sick & Nearly Dead (Grasso, malato e quasi morto), descriveva perfettamente la sua situazione.
A 40 anni pesava 124 kg ed era alle prese con una rara malattia autoimmune, la vasculite orticaroide. Era ad alto rischio infarto e diabete. Secondo gli amici, dietro quell’australiano ricco, divertente e amante della birra c’era un uomo sull’orlo del suicidio.
La vasculite si era sviluppata all’improvviso dieci anni prima, dopo una partita di golf in California. Si tratta di una strana malattia in cui ii capillari reagiscono in maniera eccessiva a tutti gli stimoli, producendo istamina. Persino in un grande ospedale universitario ne ho visti solo pochi casi. La malattia, che può causare anche artrite, si comporta in parte come un’allergia e in parte come una malattia autoimmune: basta un’ondata di caldo, un tocco o solo l’inquinamento e la pelle si copre di chiazze rosse, simili a punture di ortica o di tafano. A volte era sufficiente una stretta di mano perché la pelle di Joe si riempisse di puntini rossi. A quel punto il corpo reagisce inviando fluido attraverso i capillari permeabili, e la pelle si gonfia come se avesse una grave reazione allergica. Non esistono cure anche se gli steroidi e altri immunosoppressori possono alleviare i sintomi. Joe prendeva cortisone (steroidi), che all’inizio era stato di grande aiuto, come quasi sempre per le malattie autoimmuni, ma che alla lunga gli aveva causato un aumento dell’appetito, peggiorando i suoi problemi di peso (oltre ad avere molti altri effetti collaterali).
Per 60 giorni Joe aveva rispettato la sua dieta di soli vegetali: centrifugati a colazione, pranzo e cena. Spesso la mattina si preparava un succo fresco con misto di frutta, ma il centrifugato standard, “verde al cento per cento”, era formato da 6 foglie di cavolo nero, 1 cetriolo, 4 gambi di sedano, 2 mele verdi, ½ limone e 1 fetta di zenzero. Ovunque andasse portava con se il frullatore.
Evitava alcool, tè, caffè e non consumava nessun altro alimento né bevanda. I primi 3 giorni erano stati durissimi, raccontava, poi si era abituato.
Nel frattempo aveva attraversato di proposito gli Stati Uniti per osservare le reazioni della gente.  Volava mettere alla prova la sua forza di volontà nel paese del cibo spazzatura per eccellenza, dove bisognava lottare contro tentazioni continue. Alla fine del viaggio aveva perso 37 kg – circa ½ kg al giorno – e il livello di colesterolo si era dimezzato. Si sentiva bene, diceva, e pieno di energia. I benefici erano continuati anche quando aveva cominciato a mangiare frutta e verdura in forma solida. Poco alla volta era riuscito a ridurre i farmaci; sotto supervisione medica aveva interrotto il cortisone e la vasculite non si era più ripresentata. Joe aveva convertito alla sua dieta anche un camionista ancora più obeso di lui, che incredibilmente soffriva della sua stessa rara malattia. Si erano conosciuti in Arizona e l’uomo aveva aderito con successo al suo regime. Joe Cross e la sua storia hanno ispirato tante persone. Molti hanno provato il suo metodo, in genere sottoponendosi a diete disintossicanti a base di centrifugati, di una durata variabile da 2 a 10 giorni con vari livelli di successo. Cinque anni dopo il suo documentario, Joe con una dieta sana a base di verdura, alternata a periodi di soli centrifugati, non aveva più riguadagnato peso e anzi era riuscito a perderne ancora un po’. Le diete disintossicanti a base di centrifugati sono diventate uno dei metodi più diffusi per perdere peso e “ricominciare da capo”.
Non esistono studi e trial scientifici in merito, e le informazioni arrivano per lo più da storie individuali e da siti web anche commerciali. È chiaro che una grande quantità di frutta e verdura fresca è una fonte ideale di nutrienti. Il concetto di fondo è che i nutrienti vengano assorbiti senza sforzo e che in qualche modo tale processo consenta all’organismo di riequilibrasi. (tratto dal libro Il mito della dieta di Tim Spector)

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L’inutile computo delle calorie sulle confezioni alimentari

29 Febbraio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

L’inutile computo delle calorie sulle confezioni alimentari

In quest’epoca siamo arrivati a considerare il cibo come un aggregato di componenti (macronutrienti) che forniscono energia: proteine, grassi, carboidrati eccetera senza conoscerne le interazioni tra di loro e con il nostro organismo.

Ci siamo abituati a vedere elencati questi termini sulle etichette degli alimenti, e molte raccomandazioni mediche e nutrizionali si basano proprio sull’eccessiva semplificazione del cibo in tutta la sua complessità.

Mentre è necessario guardare al di là delle raccomandazioni superficiali (spesso sconfessate di li a poco) stampate su quelle stesse etichette.

Il computo delle calorie, ad esempio, è il candidato per eccellenza a questo genere di disamina.
Una caloria è definita come la quantità di energia sprigionata quando si brucia un’unità standard di cibo essiccato.
Ciò significa che, a prescindere dal tipo di cibo da cui proviene la caloria (proteine, grassi o carboidrati), l’energia necessaria per estrarle è uguale all’energia prodotta.

Il conteggio delle calorie, convenzionalmente, si basa su questo principio da decenni.

Tuttavia diversi studi realizzati nella vita reale hanno confutato questa falsa credenza

calorie-tabellaHa dimostrato che una medesima quantità di calorie provenienti da fonti diverse, una da oli vegetali naturali e l’altra da grassi trans artificiali,   vengono accumulate in maniera profondamente diversa tant’è che quelle provenienti dai grassi trans sviluppavano un pericoloso profilo insulinico (vale a dire che il glucosio nel sangue non veniva smaltito in fretta) oltre che accumulare il triplo di pericoloso grasso insaturo.

 

Ciò suggerisce che le calorie non sono tutte uguali

Le 2000 calorie del fast food hanno conseguenze energetiche molto diverse rispetto alle 2000 calorie ottenute da cereali integrali, frutta e verdura.
Diamo per scontata l’accuratezza delle etichette alimentari, ma le formule a cui si affidano sono vecchie di cento anni.

Come se non bastasse, c’è ancora più confusione sul fabbisogno calorico giornaliero di uomini e donne.

Le linee guida non tengono conto di fattori quali l’età, l’altezza, il peso e il tipo di attività svolta.

Il modo in cui il corpo trae energia dal cibo cambia molto a seconda dell’alimento:
1) se è crudo o cotto,
2) del tempo impiegato per masticarlo,
3) della sua digeribilità,
4) degli altri cibi con cui lo si accompagna.

Un recente studio, ad esempio, ha corroborato l’importanza dei microbi intestinali (flora batterica) derivanti dall’esclusivo consumo di cibo vegetale grazie ai quali, oltre a determinare l’efficienza dei sistema immunitario, è possibile l’assorbimento di preziosi gruppi vitaminici.

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