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Dialogo tra un Vegano Integralista ed un Onnivoro Moderato

17 Giugno 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Breve dialogo tra un Vegano Integralista ed un Onnivoro Moderato

V.I.: Guarda che è da oltre 20 anni che la scienza medica ha compreso che mangiare carne e derivati animali ci fa male.

O.M.: Non sono d’accordo. L’uomo è onnivoro, ha da sempre mangiato carne, anzi, è grazie al suo consumo che ha sviluppato la sua superiorità sulle altre specie viventi.

V.I.: Mi dispiace contraddirti ma se ti informi puoi scoprire che studi di anatomia comparata e di morfologia funzionale comparata dimostrano, oltre ogni ragionevole dubbio che l’uomo, come le altre specie antropomorfe, è frugivoro-vegano.

O.M.: E allora come mai in passato si moriva anche a 20 anni proprio a causa della mal nutrizione.

V.I.: Hai perfettamente ragione. Le comunità umane insediatesi in latitudini poco temperate, nelle stagioni fredde soffrivano di enormi carenze di cibi freschi e ricorrevano all’adattamento carneo proprio per sopravvivere, sebbene pagassero un prezzo salatissimo come una precoce dipartita. Tuttavia, più scendiamo in aree calde più abbiamo riscontri che le colonie umane consumatrici di cibi prevalentemente vegetali vivevano oltre i 60 anni.

O.M.: Però, con tutto il rispetto, a me non piace questo vostro proselitismo. Siete peggio di quei religiosi che vogliono imporre il loro credo. Insomma, vorrei che mi si lasciasse in pace di compiere le scelte in totale libertà.

V.I.: Se tu avessi certezza che mangiare carne e suoi derivati ti fa ammalare fino a cagionarti la morte e che dunque il perverso modello di sfruttamento di animali, suolo, risorse idriche unitamente all’inquinamento non hanno più nemmeno la giustificazione dell’inevitabilità dei fini nutrizionali, diresti che la scelta di mangiare carne è solo una questione di libera scelta? O non si tratta forse di automatismi indotti dal modello consumistico al quale non sai sottrarti e che, in totale irresponsabilità e con concetti astratti difendi la tua libertà di fare come stupidamente ti pare fosse anche mandare tutto all’aria a partire proprio dalla tua salute?
E sarei io l’integralista che va in giro a fare proselitismo?

Vegan economy, contro la finanza che ci mangia il cibo

13 Giugno 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Vegan economy, contro la finanza che ci mangia il cibo

La condizione che abbiamo creato nel mondo moderno è veramente favorevole alla nostra salute?
Il substrato del nostro subsistema socio economico, agisce come una forza positiva per lo sviluppo e per il progresso umano e sociale?
Oppure, la forza alla base della nostra società va, in realtà, contro i nostri principali requisiti evolutivi necessari per creare e mantenere il nostro benessere personale e sociale?
Ci si potrebbe chiedere: com’è iniziato tutto questo se ciò che abbiamo oggi è un mondo in uno stato di collasso cumulativo?

Probabilmente bisognerebbe partire dal patrocinatore del principio della proprietà privata John Locke (1632-1704).
Egli diede tre condizioni per un giusto diritto alla proprietà privata:

1)      Ne deve avanzare abbastanza per gli altri;
2)      Non devi lasciare che vada a male;
3)      Devi trarne lavoro.

Sembra ragionevole.
Mettici lavoro per valorizzarla e fintanto che ne rimarrà abbastanza per gli altri, che non la lascerai andare a male e non ne farai sprechi andrà tutto bene.
A questo punto, lette le suddette condizioni, l’opinione che ci si può fare del concetto di proprietà privata è assolutamente plausibile. Però, qualche riga più avanti, lo stesso autore scrive: “Una volta avvenuta l’introduzione del denaro come mezzo convenzionale per la regolazione degli interscambi, saranno i mezzi monetari ad arbitrari”.

Questo presupposto squalifica inevitabilmente le condizioni di cui sopra.
Non più il lavoro o la cura e la valorizzazione di una proprietà, non ha più importanza se ne avanza per gli altri o se ne si spreca poiché, attraverso questo principio, si sposta l’onere su un mezzo convenzionale completamente slegato dal comportamento dell’individuo che lo detiene.

Questo gioco di prestigio logico è alla base del pensiero capitalistico

Guarda caso, calza a pennello con i detentori di ingenti fonti di capitali.
A peggiorare le cose intervenne Adam Smith (1723-1790) che ci aggiunse un ulteriore principio filosofico-religioso scrivendo che “è la mano invisibile del mercato a portare l’equilibro economico”.

Si sa che quando qualcuno mette dei beni in vendita crea l’offerta mentre coloro che vogliono comprare costituiscono la domanda, e una delle nozioni centrali dell’economia è proprio comprendere come queste raggiungano l’equilibrio.

Quindi, come fa l’offerta ad eguagliare la domanda o viceversa?
Come possono queste raggiungere un equilibrio?

Applicando la logica Smithiana, i detentori d’ingenti mezzi monetari potranno comprare manodopera e beni senza alcun limite accumulando ricchezze tali da determinare profonde diseguaglianze sociali oltre che reiterati collassi. Difatti Smith ce lo conferma attraverso il suo trattato “Tutta la ricchezza delle nazioni” in cui scrive: “la scarsezza dei mezzi di sussistenza pone limiti alla riproduzione dei poveri che la natura non può gestire in altro modo se non con l’eliminazione dei loro figli”.
Ecco trovata la mano invisibile di cui scriveva.
Il fatto che costui viene a tutt’oggi considerato il padre dell’economia moderna ci lascia sospettare a quale più assurda situazione ci siamo avviluppati.
Infatti, quando riflettiamo sul concetto originale del così detto sistema del libero mercato, vediamo che l’intento del mercato di quel tempo era basato sui beni di scambio reali, tangibili, utili alla vita.
Adam Smith, nonostante il suo cinismo, non sarebbe arrivato a concepire l’iperbole in cui oggi ci troviamo.
Oggi, il più redditizio settore economico del pianeta è l’arena del trading finanziario, dove lo stesso denaro viene semplicemente perduto o guadagnato dal movimento di altro danaro, in un gioco arbitrario che non possiede alcun merito produttivo per la società.

Il danaro, nella logica evolutiva dei principi del libero mercato, viene considerato esso stesso merce.

Oggi, in tutte le economie del mondo, il denaro è perseguito per fare ulteriore denaro e niente altro. L’idea sottintesa è che la mera ricerca egoistica, attraverso questa merce fittizia, in qualche modo manifesterà, magicamente, benessere e progresso umano e sociale.

La drammatica realtà è che l’interesse per l’incentivo monetario è ora completamente scollegata dal basilare interesse concernete la vita della società nel suo insieme.
Stiamo subendo un gigantesco e confuso modello economico attraverso il quale ci viene detto che se si vendono più beni, se il PIL cresce continuamente ci sarà maggior benessere.

Ma conteggiare tutte le transazioni monetarie e confonderle con lo sviluppo della vita è completamente fasullo. 

Abbiamo a che fare con una sorta d’inganno strutturale che diventa via via più letale mano a mano che l’emanazione monetaria si dissocia da qualsiasi presupposto produttivo.
Tutto questo è misurabile nell’esasperata ricerca del mondo industriale di ridurre i costi attraverso lo svilimento progressivo di ogni componente del processo produttivo al solo scopo di massimizzare il profitto monetario. Una mostruosità suicida misurabile solo attraverso le scale della stupidità.

Nell’industria dell’alimentazione, per rientrare nell’ambito di cui questo sito si occupa, si è arrivati a produrre cibi spazzatura a basso costo solo perché le persone li consumino in ragione della mera crescita del margine monetario per gli azionisti.

Questi alimenti sono prodotti con miscele di ingredienti appositamente dosati per produrre la massima risposta di piacere al minimo costo produttivo.
bliss-point-cibo-spazzaturaGli addetti ai lavori lo definiscono il bliss point, o “punto di beatitudine”, cioè il giusto equilibrio tra zuccheri, grassi e sale che favorisce il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore collegato alle sensazioni di piacere e appagamento.

Si innesta così un circolo vizioso: una volta provato il piacere provocato dal consumo di cibi spazzatura è difficile farne a meno, per questo motivo si è portati a consumarli più spesso e in maggior quantità anche perché la dopamina, purtroppo, non si accumula e si esaurisce velocemente.

I cibi creati attorno al principio del bliss point, quindi, sono delle vere e proprie trappole per l’organismo e la salute.

Non a caso per vendere queste porcherie investono miliardi di soldi in packaging, spot e testimonials attraenti.
Per dirla in maniera ancora più esplicita, non fanno che fregarci per mezzo di condizionamenti psicologici e concettuali dei più disparati che la legge ha via via concesso perché essa stessa promulgata da politici con smaccati conflitti d’interesse.

L’ultima novità di questa deriva si chiama TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).
Il seguente video esprime meglio di tante parole di quale mostruosità si tratti:

latte-vaccino

L’unico cuore umano è un cuore vegano

08 Giugno 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

L’unico cuore umano è un cuore vegano

Con uno teneva in braccio il suo bambino mentre con l’altro arto spingeva il suo carrello al reparto frigo in uno di quei moderni ipermercati in cui la filodiffusione emette musiche che qualche spin doctor avrà probabilmente suggerito di trasmettere affinché il compratore divenisse più disponibile a spendere.
Qualcosa di più raffinato ma comunque figlia della stessa bieca ingegneria sociale applicata sulla pelle dei giocatori patologici seduti davanti alle Slot Machine.

Ogni mamma ama il proprio figlio ed anche lei, nel riporre la bottiglia di latte fresco all’interno del carrello dopo avere attentamente ispezionato l’etichetta e la data di scadenza, nel suo gesto esprimeva tutto l’amore che provava per il proprio cucciolo.

È in quel preciso istante che mi sono passate davanti agli occhi le immagini di tutto l’assurdo nostro modello sociale e culturale.

Per quel litro di latte,

che al bambino farà più male che bene, una povera Mucca ha dovuto sopportare, o forse le sta ancora sopportando, le peggiori pene dell’inferno.
Ridotta in schiavitù con ogni genere di privazione se non nell’iperalimentazione tecnica, forzatamente portata in gestazione più e più volte fino a ridurle l’aspettativa di vita di 4/5 a furia di bombardamenti ormonali, di inseminazioni artificiali, di antibiotici, di stress da catene la sua esistenza è progettata affinché possa produrre la massima quantità dell’agognato latte che la mamma umana tanto premurosamente sta per acquistare.

Chissà se due mamme, seppur di specie diversa, guardandosi negli occhi ritroverebbero le stesse fatiche e preoccupazioni vissute per il proprio cucciolo.
Potrebbero finanche raccontarsi, con qualche carezza, dei momenti in cui lo sentivano scalciare nel proprio ventre per chissà quale capricciosa motivazione.

Ma per quanto entrambe mamme, i destini loro e dei loro figli non possono che essere dei più distanti.

Il cucciolo di vitello resterà poco con la madre… egli non vedrà mai la luce del Sole, non respirerà mai il dolce profumo della rugiada mattutina e non potrà mai conoscere le coccole e premure che solo una mamma sa dare.
Verrà trattato come oggetto e forzatamente costretto in una gabbia fortemente restrittiva affinché, anche tramite l’uso di mangimi appositamente studiati, non arrivi a sviluppare massa magra così che le sue giovani carni possano essere macellate e vendute per soddisfare l’ennesima stupida convinzione che la carne tenera di vitello faccia crescere in salute il piccolo cucciolo umano.

Ridestatomi da questo “viaggio” mentale, con un sorriso amaro, ho, un’ultima volta, rivolto lo sguardo alla madre e al suo dolce bambino che nel frattempo si era appoggiato con il capo sulla di lei spalla.

Avrei dovuto dirle, ma non l’ho fatto:
Se ami tuo figlio e vuoi che cresca con un buon cuore sappi che l’unico cuore umano è un cuore vegano.

Dedicato a tutte le mamme.

creatività

Occorrono nuovi metodi didattici

03 Giugno 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Occorrono nuovi metodi didattici

Occorrono nuovi metodi didattici: esperimenti coraggiosi. Talvolta con tentativi più arditi si è riusciti a tratte il meglio dai frutti e dai fiori. Allo stesso modo, anche le innovazioni nell’educazione destinata ai fanciulli dovrebbero diventare più numerose e più coraggiose. Nell’arco della mia esistenza ho osservato un progresso così mirabile nell’evoluzione delle piante da indurmi a prevedere ottimisticamente che il mondo sarà sano e felice, non appena ai suoi figli verranno insegnati i principi di una vita semplice e razionale.

Queste parole sono state pronunciate nel lontano 1922 dal padre dell’orticoltura moderna Luther Burbank riferendosi alla necessità di un cambio culturale da parte di un occidente che aveva appena imboccando la via del consumismo. Ahinoi quelle parole, a tutt’oggi, sono ancora una speranza da realizzarsi.

A distanza di quasi cento anni, sebbene sul piano tecnologico di cose mirabili ne siano accadute come non mai prima, le sue parole sono ancora attuali a causa del mancato sviluppo, scusate il gioco di parole, dell’etica dello sviluppo.
Al centro delle sue considerazioni c’erano la formazione e la crescita dei giovani individui attraverso tutti gli attributi umani.

Il segreto per una migliore crescita della pianta umana scriveva,oltre alle nozioni scientifiche, è l’amore

a sottolineare che un’umanità che coltiva i futuri adulti attraverso nozioni asettiche che escludono o riducono ai minimi termini la connessione esistente con la natura e l’emozione (la spiritualità in altri termini) non può che inaridirli e rendere sterile tutto ciò che essi manipoleranno.
Purtroppo è andata proprio come non voleva accadesse.

Il modello ed i programmi formativi attuali, di ogni ordine e grado, censurano ogni impulso creativo presente all’interno dell’individuo tarpando le ali della sua curiosità e del suo talento, gli unici strumenti votati all’autorealizzazione.

Di contro, decine di migliaia di nozioni sconnesse dallo sviluppo esperienziale e sensoriale di chi le riceve, sulle loro menti, fanno lo stesso effetto del mangime progettato per far crescere un muscolo in tutta fretta noncurante della minuta struttura ossea ancora da svilupparsi. Una violenza inaudita la cui vittima sacrificale è la creatività!
E la creatività, attenzione, è la sola ed unica facoltà superiore che l’essere umano può vantare nei confronti delle altre specie viventi di questo pianeta.

Si badi bene, la sua assenza genera l’infelicità.
Ecco cosa pensavano alcune delle menti più brillanti a riguardo:

“L’istruzione è ciò che resta dopo che uno ha dimenticato tutto quello che ha imparato a scuola” Albert Einstein.
“La prima metà della mia vita sono andato a scuola, la seconda metà della mia vita ho avuto una formazione” Mark Twain
“La scuola dovrebbe essere un luogo bellissimo; così bello che i bambini disobbedienti, per punizione, il giorno dopo dovrebbero essere chiusi fuori dalla scuola” Oscar Wilde
“Com’è che, pur essendo tanto intelligenti i bambini, sono tanto stupidi la maggior parte degli uomini? Dev’essere il frutto dell’istruzione” Alexandre Dumas
“Troppo spesso diamo agli studenti risposte da ricordare, piuttosto che problemi da risolvere” Roger Lewin

Il motivo risiede nel suo processo omologante che ci vuole tutti il più possibile aderenti ad un unico prototipo umano con la discriminante disciplina del voto che si arroga il diritto di stabilire il reale valore dell’individuo proprio nella sua fase di sviluppo.
Qualcosa come stabilire la bellezza della farfalla giudicandola nella sua fase di baco.
NON VALE!
E questo ha maledettamente a che fare con le errate abitudini alimentari da cui proveniamo e, se così non vi pare, è colpa della scuola da cui provenite!

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