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Occorrono nuovi metodi didattici

03 Giugno 2016 Considerazioni dal mondo vegan

Occorrono nuovi metodi didattici

Occorrono nuovi metodi didattici: esperimenti coraggiosi. Talvolta con tentativi più arditi si è riusciti a tratte il meglio dai frutti e dai fiori. Allo stesso modo, anche le innovazioni nell’educazione destinata ai fanciulli dovrebbero diventare più numerose e più coraggiose. Nell’arco della mia esistenza ho osservato un progresso così mirabile nell’evoluzione delle piante da indurmi a prevedere ottimisticamente che il mondo sarà sano e felice, non appena ai suoi figli verranno insegnati i principi di una vita semplice e razionale.

Queste parole sono state pronunciate nel lontano 1922 dal padre dell’orticoltura moderna Luther Burbank riferendosi alla necessità di un cambio culturale da parte di un occidente che aveva appena imboccando la via del consumismo. Ahinoi quelle parole, a tutt’oggi, sono ancora una speranza da realizzarsi.

A distanza di quasi cento anni, sebbene sul piano tecnologico di cose mirabili ne siano accadute come non mai prima, le sue parole sono ancora attuali a causa del mancato sviluppo, scusate il gioco di parole, dell’etica dello sviluppo.
Al centro delle sue considerazioni c’erano la formazione e la crescita dei giovani individui attraverso tutti gli attributi umani.

Il segreto per una migliore crescita della pianta umana scriveva,oltre alle nozioni scientifiche, è l’amore

a sottolineare che un’umanità che coltiva i futuri adulti attraverso nozioni asettiche che escludono o riducono ai minimi termini la connessione esistente con la natura e l’emozione (la spiritualità in altri termini) non può che inaridirli e rendere sterile tutto ciò che essi manipoleranno.
Purtroppo è andata proprio come non voleva accadesse.

Il modello ed i programmi formativi attuali, di ogni ordine e grado, censurano ogni impulso creativo presente all’interno dell’individuo tarpando le ali della sua curiosità e del suo talento, gli unici strumenti votati all’autorealizzazione.

Di contro, decine di migliaia di nozioni sconnesse dallo sviluppo esperienziale e sensoriale di chi le riceve, sulle loro menti, fanno lo stesso effetto del mangime progettato per far crescere un muscolo in tutta fretta noncurante della minuta struttura ossea ancora da svilupparsi. Una violenza inaudita la cui vittima sacrificale è la creatività!
E la creatività, attenzione, è la sola ed unica facoltà superiore che l’essere umano può vantare nei confronti delle altre specie viventi di questo pianeta.

Si badi bene, la sua assenza genera l’infelicità.
Ecco cosa pensavano alcune delle menti più brillanti a riguardo:

“L’istruzione è ciò che resta dopo che uno ha dimenticato tutto quello che ha imparato a scuola” Albert Einstein.
“La prima metà della mia vita sono andato a scuola, la seconda metà della mia vita ho avuto una formazione” Mark Twain
“La scuola dovrebbe essere un luogo bellissimo; così bello che i bambini disobbedienti, per punizione, il giorno dopo dovrebbero essere chiusi fuori dalla scuola” Oscar Wilde
“Com’è che, pur essendo tanto intelligenti i bambini, sono tanto stupidi la maggior parte degli uomini? Dev’essere il frutto dell’istruzione” Alexandre Dumas
“Troppo spesso diamo agli studenti risposte da ricordare, piuttosto che problemi da risolvere” Roger Lewin

Il motivo risiede nel suo processo omologante che ci vuole tutti il più possibile aderenti ad un unico prototipo umano con la discriminante disciplina del voto che si arroga il diritto di stabilire il reale valore dell’individuo proprio nella sua fase di sviluppo.
Qualcosa come stabilire la bellezza della farfalla giudicandola nella sua fase di baco.
NON VALE!
E questo ha maledettamente a che fare con le errate abitudini alimentari da cui proveniamo e, se così non vi pare, è colpa della scuola da cui provenite!

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