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Come sostituire il burro nelle preparazioni vegan e ricetta per farlo in casa

04 Aprile 2016 Posted by curiosità e consigli

Il burro è il risultato della lavorazione della parte più grassa del latte.
In Italia si può denominare burro solo il prodotto che si ottiene dalla lavorazione del latte vaccino, ma in realtà esso può essere anche il risultato dell’utilizzo di latte di bufala e di capra.
È’ composto per l’80% da grassi ed il 20% da acqua, lattosio e proteine.
Utilizzare il burro in cucina, sia nella preparazione dei dolci sia per condire la pasta o per soffritti, non è sicuramente una buona abitudine.
Anche se non si è vegani, sarebbe bene non utilizzarlo in quanto contiene molto colesterolo.
Il burro si può sostituire con olio extravergine di oliva, nelle preparazioni salate ed olio di mais, che ha un gusto decisamente più delicato, nelle preparazioni dolci.
Possiamo anche usare panna di soia o margarina purché sia di buona qualità , facendo attenzione agli ingredienti che vengono utilizzati per produrla, come ad esempio l’olio di palma.
Potremmo anche provare noi a fare il burro vegetale fatto in casa  perché è molto semplice.

RICETTA BURRO VEGETALE FATTO IN CASA

 

Ingredienti burro vegetale:

25 ml di latte di soia
100 ml di olio di semi
o in alternativa 100 ml di olio extravergine di oliva

 

Procedimento

Emulsionare il latte di soia con l’olio di semi o in alternativa con l’olio di oliva con un frullatore ad immersione o semplicemente una forchetta. L’olio dovrà essere aggiunto al latte lentamente e a filo mentre si sta frullando.

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Ecco il programma di alimentazione ideale vegana

01 Aprile 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Ecco il programma di alimentazione ideale vegana

L’alimentazione ideale consiste in un regime alimentare che cambia la vita ed è basata per il 100% su cibi alcalinizzanti e crudi.
Questa è il presupposto fondamentale per il raggiungimento della salute ideale, della longevità e della piena consapevolezza.

Tuttavia va rimarcato che il rigore richiesto va raggiunto gradualmente nella seguente scala:

1° mese 60% cibi edibili crudi / 40% cibi cotti;
2° mese 70% cibi edibili crudi / 30% cibi cotti;
3° mese 80% cibi edibili crudi / 20% cibi cotti;
4° mese 90% cibi edibili crudi / 10% cibi cotti.

Occorre tanto autocontrollo, disciplina per abituarsi stabilmente ai relativi e specifici limiti.

Quando s’inizia la transizione, segue il processo di guarigione (vedi puntata di  “presa diretta” per vederla clicca qui).
Il peso calerà in conseguenza dell’eliminazione dei rifiuti acidi tissutali.
Dopo più o meno 8 mesi si riacquista un po’ di peso.
Il risultato sarà un tessuto organico completamente rivitalizzato, altamente funzionale e privo di acido.
Le potenzialità di questa alimentazione sono sbalorditive.

Come raggiungere l’alimentazione ideale

1) Mangiare solo frutta cruda e/o berne il succo (la masticazione stimola la produzione di enzimi della saliva che concorrono alla digestione ed aiuta alla proliferazione del giusto microbioma fautore di molte vitamine);
2) Mangiare solo ortaggi crudi, germogli e/o berne il succo;
3) Mangiare mandorle crude 6/8 unità a metà mattina e/o metà pomeriggio (utile l’alternanza con noci, nocciole, anacardi, pistacchi, ecc. NON TOSTATI e NON SALATI);
4) Bere acqua con succo di limone (1 limone x 2 lt. d’acqua). Utili anche le tisane alle erbe da bersi rigorosamente tiepide e mai bollenti);
5) RINUNCIARE CATEGORICAMENTE ALLE FARINE E ZUCCHERI RAFFINATI. Si consiglia riso, pane e pasta di grani integrali antichi: poverissimi di glutine e ricchi di fibre e minerali. Nei supermercati si trova anche la pasta con farina di mais e di riso.
6) RINUNCIARE CATEGORICAMENTE ALLE BEVANDE ZUCCHERATE.
7) RINUNCIARE CATEGORICAMENTE AI CIBI DI DERIVAZIONE INDUSTRIALE.
8) Sostituire il caffè con orzo o cicoria.

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Carne e pesce imbottiti di antibiotici

30 Marzo 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Carne e pesce con antibiotici

La maggior parte degli antibiotici in commercio non è destinata all’uomo.
In Europa il 70% circa è usato negli allevamenti, con grandi differenze tra un paese e l’altro.
Negli USA la percentuale sale all’80% circa.

Si tratta di quantità imponenti: 130.000 quintali di antibiotici nel 2011, rispetto al misero mezzo quintale degli anni 50 del secolo scorso. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’uso degli antibiotici negli allevamenti quasi mai è per motivi sanitari.
Nel dopoguerra e fino agli anni sessanta, gli scienziati erano decisi a trovare un modo per far sì che gli animali crescessero più in fretta.
Alla fine, dopo molti tentativi ed errori, avevano scoperto che per quasi tutti gli animali l’aggiunta continua di piccole dosi di antibiotici nel mangime aumentava drasticamente il tasso di crescita, permettendo così di ottenere carne in meno tempo e quindi con meno costi: si parlava di resa del mangime.

Inoltre, prima si cominciava a somministrare il mangime “speciale” agli animali, migliori erano i risultati. Con il calo del prezzo degli antibiotici, questa soluzione divenne ancora più conveniente.

E se funzionava così bene per il bestiame e pollame, perché non anche nell’uomo?

Oggi negli Stati Uniti gli animali vivono in giganteschi allevamenti industriali che arrivano a contenere fino a 500.000 polli o maiali e fino a 50.000 bovini.
I manzi crescono alla velocità della luce e vengono mandati al macello dopo 14 mesi, quando hanno già l’esorbitante peso medio di 545 kg. La dieta dei vitelli passa in fretta dall’erba a del fieno naturale al mais industriale condito con basse dosi di antibiotici.
Il mais è abbondante, costa poco e riceve i sussidi governativi, e viene coltivato in enormi campi ricoperti di pesticidi su un’area che equivale alla superficie totale del Regno Unito.

L’alimentazione artificiale, il sovraffollamento, la mancanza di aria fresca e l’endogamia (selezione del seme) causano spesso epidemie di infezioni, così, paradossalmente, gli animali traggono “beneficio” degli antibiotici.
Finora sono pochi gli antibiotici vietati negli USA.

antibiotici-e-alimentazioneNel 1998, rendendosi conto che gli antibiotici rischiavano di entrare nella catena alimentare dell’uomo provocandone la resistenza ai farmaci, l’Unione Europea ha deciso di proibire l’aggiunta di antibiotici utili alla salute umana nei mangimi animali. Poi nel 2006, ha vietato tutti i farmaci, antibiotici compresi, usati allo scopo di stimolare la crescita.

Tuttavia la carne Europea è ben lontana dal non contenere antibiotici

L’uso illegale dei mangimi è assai diffuso, le leggi europee autorizzano ancora gli allevatori a usare gli antibiotici in caso di problemi, il che avviene regolarmente, spesso con dosi molto elevate.

Se un allevatore ha un animale con un’infezione, è più conveniente dare gli antibiotici a tutti i cinquecento animali della mandria che isolare quello malato e aspettare.

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La quantità spropositata di antibiotici nella carne alimentare e nell’ambiente aumenta la resistenza ai microbi, per cui servono antibiotici sempre più forti per gli animali e

quindi anche per l’uomo!

Fuori dall’Europa gli allevatori non devono sottostare nemmeno a queste regole permissive.
L’UE importa molto dall’estero, perciò non è sempre possibile sapere da dove viene la carne, ne tanto meno se è dell’animale dichiarato sulla confezione, com’è emerso dopo lo scandalo delle lasagne con carne di cavallo.

Oltre un terzo del pesce consumato è d’allevamento

Dal salmone norvegese o cileno ai gamberi thailandesi o vietnamiti.
Oggi anche negli allevamenti ittici vengono usati sempre più antibiotici, e la maggior parte dei fornitori sfuggono ai controlli Europei.
Peggiori sono le condizioni in cui versano i pesci, più tonnellate di antibiotici servono.
Secondo le stime, oltre il 75% degli antibiotici somministrati al pesce d’allevamento superano le gabbie e raggiungono il pesce selvatico locale, come il merluzzo, entrando nella catena alimentare anche per quella via.

Un ulteriore buon motivo per rinunciare all’inutile alimentazione di origine animale.
Buon appetito.

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Tortino di cioccolato cocco e zenzero caramellato

28 Marzo 2016 Posted by dolci

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