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L’amore ci nutre se è un cibo dell’amore

11 Gennaio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Cosa significa l’amore ci nutre se è cibo dell’amore?

Il Vangelo di Marco  recita “Amerai il prossimo tuo come te stesso”.

“Non c’è altro comandamento più importante di questo” (Mc 12,29-31).

Se però prima non impari ad amarti, aggiungerei io, farai un gran casino!

Un medico cardiologo fumatore incallito e in sovrappeso al punto da rientrare nella categoria degli obesi,  si ama?
E se rivolge al suo prossimo quello stesso genere di amore, il suo, potremmo definirlo realmente un atto d’amore?

Vedete come tutto cambia quando i concetti astratti vengono calati nella concretezza?

Siamo tutti consapevoli che l’amore è la vera misura del valore delle cose che facciamo (quanto più ci riesce naturale fare una cosa tanto più è evidente che l’amiamo) così come sappiamo che è il supremo valore attraverso il quale misuriamo la qualità della nostra esistenza.
Eppure sono tante situazioni in cui di amore non ve n’è traccia finanche laddove dovrebbe essere il suo epicentro.

Quante sono le relazioni sentimentali in cui c’è violenza, sopruso, dove il concetto di amore è completamente distorto?

Lo stesso dicasi per le scelte alimentari!

Non è possibile che si finisca con l’amare un genere di cibo i cui effetti nefasti sono conclamati.
Le corse disperate all’ospedale per crisi cardiache o ischemiche, dopo decenni di alimentazione sbagliata, non possono prescindere dal concetto di amore che universalmente conosciamo e che non abbiamo minimamente applicato verso noi stessi.

E come la mettiamo con quelli che dicono di amare gli animali quando in realtà si riferiscono esclusivamente a quelli orrendamente definiti “di compagnia”?

Abbiamo dunque un concetto d’amore alquanto ondivago e inzuppato di relativismo al punto che qualche lettore in questo momento  si starà chiedendo cosa c’entri l’amore con un sito che argomenta di alimentazione vegana.

Quando ci si approccia al regime alimentare vegano, oltre che su quello fisico, emergono sensibilità e comprensioni sul piano psichico che in precedenza erano offuscate.
Come un muscolo atrofizzato ci fa credere di non essere in grado di compiere alcune prestazioni fisiche mentre il suo allenamento ridà fiducia nella nostra forza e dinamicità, analogamente riacquistare lo stile alimentare originario, liberando il corpo da tossine e rifiuti alimentari incrostati inespulsi e irrorando tutto l’organismo di sostanze nutrienti e bilanciate, fa sì che la nostra psiche riemerga da un’oscurità cognitiva che, ahinoi, prima non si riteneva tale.

Come accendere la luce in una stanza precedentemente coperta dalla penombra in cui non si vedevano che sagome sinistre e profili bianco scuri, accesa la luce, ogni cosa diventa nitida e colorata e quella sagoma che poteva dar adito a suggestioni sinistre non è che il cappotto marrone che si stava cercando per uscire di casa.

Quindi, per tramite l’azione concreta dell’alimentarsi esclusivamente di cibo vegetale e tendenzialmente crudo, il nostro concetto di amore si migliora, addirittura direi che si espande e, come solo le cose virtuose possono fare, ci permette di correggere tutta una serie di distorsioni cognitive che ci portavano lontano dall’amare noi stessi e dal saper amare il nostro prossimo… animali, pianeta e universo compresi.

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Mix vegan di cavolfiori crudi ed al vapore

09 Gennaio 2016 Posted by Contorni

Piatti gustosi

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Cereali e patate le origini misteriose

07 Gennaio 2016 Posted by Considerazioni dal mondo vegan

Cerchiamo insieme di capire quali sono le origini misteriose dei cereali e delle patate.

Gli scienziati che pubblicano i loro studi sulla rivista Scienza, nel numero del mese di Agosto 2014, scrivono che 8 – 9.000 anni fa, avviene che una famiglia selvatica dei Cereali (Triticum) ingloba un intero genoma di un’altra graminacea selvatica.
Per tutta una serie di evidenze biologiche (si invita alla lettura dell’articolo della rivista citata) questo evento genetico non sarebbe mai potuto avvenire naturalmente.

Nella regione identificata tra l’attuale Armenia ed il Mar Caspio, avvenne un secondo evento genetico “impossibile” e in seguito, una serie di ulteriori modifiche genetiche hanno portato al nostro attuale Triticum, il grano con cui facciamo la nostra farina.

In Perù, sempre in quello stesso periodo (Scienze Giugno 2015), è avvenuto che nella patata selvatica Solanum tuberosum, per noi umani incommestibile, il suo genoma è stato combinato con quello dell’agrobacterium rendendola per noi edibile.

Oggi ci è noto  che questo genere di batterio è in grado di cedere in natura una ristretta porzione del suo corredo genetico ma, in questo caso, proprio come avviene per gli OGM in laboratorio, la cellula col DNA modificato riesce a moltiplicarsi fino a formare un nuovo esemplare generando una specie di Patata totalmente aliena all’originaria e questo, in natura non avviene mai.

… Altre informazioni interessanti che vi arrivano dal nostro spazio considerazioni vegane e che vogliono offrire ai lettori un primo spunto di riflessione su alimenti che da sempre sono presenti sulle nostre tavole.

 

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Crema di nocciole vegan alla Faby

05 Gennaio 2016 Posted by dolci

Dolci tentazioni

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