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Vaccini si o vaccini no?

13 Luglio 2016 Considerazioni dal mondo vegan

Questa è una domanda davvero complessa.

Il solo consiglio che si può dare in tutta serenità è quello d’informarsi minuziosamente, di farlo senza aver paura di insistere finché le risposte (intelligenti e sincere) non arrivano e senza lasciarvi intimidire.
Non è scritto da alcuna parte che la propria salute va riposta nelle mani di qualcuno che non sia degno di tale fiducia.
Ancor di più se si tratta di quella di un proprio figlio.


Tuttavia i danni da vaccino esistono

Il fingere che non sia vero che migliaia di vite siano state rovinate dai vaccini è un atto di debolezza.
Perfino i tribunali lo certificano e, se questo non è sicuramente una prova inconfutabile, è lecito sperare che i giudici ci abbiano pensato bene prima di emettere la sentenza consultandosi con gli addetti ai lavori.

Chi fa della medicina un business multimiliardario sa bene che non è facile verificare l’efficacia o l’eventuale nocività di un farmaco, anche se di tanto in tanto qualcosa di negativo viene alla luce come è, tra gli altri, il caso del Vioxx, l’antinfiammatorio della Merck cui si deve, dopo il disastro economico del suo ritiro dal commercio per i guai terribili che aveva provocato (60.000 morti e centinaia di migliaia di ammalati), la nascita del vaccino contro il papilloma virus.

Potrà essere interessante notare come il Vioxx non fu ritirato per ordine delle autorità sanitarie ma, e solo nel 2004, da parte del produttore che, come testimoniano gli scambi di messaggi tra i funzionari di alto livello emersi in una inchiesta giornalistica, era al corrente del problema fin dal 1999.

Nel 1993 il Vaccine Safety Commitee, Division of Health Promotion and Disease Prevention compilò una relazione in cui sosteneva che nessun vaccino pediatrico in quel momento in commercio negli USA era sorretto da studi clinici controllati, che mancavano dati sulla loro sicurezza, che gli studi epidemiologici eseguiti erano del tutto insufficienti, e che mancavano i sistemi di controllo sull’effettiva sicurezza di quei farmaci.

La buona pratica medica insegna che i farmaci vanno somministrati solo in caso di necessità e, comunque, è bene sapere che con i medicinali non si gioca.

Che possibilità ha un neonato di ammalarsi di malattie oramai scomparse o di una rarità assoluta eppure oggetto di costante vaccinazione?
Ha significato, e soprattutto, è eticamente corretto esporre il neonato agli effetti collaterali di un vaccino o, ancora più spesso, di più vaccini se non c’è necessità d’iniettarglieli?
È onesto lasciar credere che la vaccinazione esavalente sia quella obbligatoria quando la legge, dove sia applicabile, ne contempla solo quattro?

Si tenga presente che in Francia, Regno Unito, Germania la vaccinazione esavalente è stata vietata mentre qui in Italia non solo è ancora praticata ma, addirittura, lo scorso inverno abbiamo assistito ad una scellerata campagna televisiva attraverso la quale si è volutamente generare allarmismo per un calo di appena 1,6 punti percentili di accesso alle vaccinazioni rispetto agli anni precedenti.

E, in ultimo, qual è l’etica di tacere l’esistenza di effetti collaterali dei vaccini, effetti peraltro denunciati dai produttori stessi?

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