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Richard Horton: nessuno è pronto a fare il primo passo per ripulire il sistema

12 Agosto 2016 Considerazioni dal mondo vegan

Richard Horton: nessuno è pronto a fare il primo passo per ripulire il sistema

The Aspen Institute organized the presentation of the 2013 Global Leaders Council for Reproductive Health Award in Geneva on the margins of the 66th World Health Assembly. The Gambia, Kenya, Zambia and Sierra Leone were recognized for their achievements as part of a USAID funded effort to recognize and encourage improvements in reproductive health. HHS Assistant Secretary for Global Affairs, Dr. Nils Daulaire and USAID Assistant Administrator for Global Health, Dr. Ariel Pablos-Méndez spoke at the event which was broadcasted live on the web by the U.S. Mission Public Affairs team. U.S. Mission Geneva / Eric Bridiers

“The Lancet” una delle più prestigiose riviste mediche, nell’aprile del 2015 (The Lancet, vol. 385 dell’11/04/2015) pubblicò, a firma di Richard Horton, il suo redattore capo, un articolo sulle pubblicazioni mediche che varrebbe la pena imparare a memoria e recitare come memento prima di menzionare i risultati di questa o di quella sperimentazione.

Di seguito la traduzione dell’Incipit:

Tantissimo di ciò che viene pubblicato è sbagliato. Io non ho il permesso di dire chi ha pronunciato questa affermazione perché ci era stato chiesto di osservare le regole di Chatham House (Convenzione risalente al 1927 che disciplina la confidenzialità riguardante la fonte d’informazioni confidenziali scambiate in riunioni tenute a porte chiuse N.d.T.). Ci fu pure chiesto di non fare fotografie delle diapositive. Coloro che lavoravano per enti governativi implorarono che i loro commenti restassero anonimi, dal momento che le elezioni britanniche sono in arrivo. Perché la preoccupazione paranoica per la segretezza e l’anonimato? Perché questo simposio sulla riproducibilità e l’affidabilità della ricerca biomedica tenuto a Londra presso il Wellcome Trust la settimana scorsa ha toccato uno degli argomenti più delicati della scienza oggi: l’idea che qualcosa sia fondamentalmente andato male con una delle nostre più grandi creazioni umane. Molta della letteratura scientifica, forse la metà, può semplicemente essere falsa.
L’articolo prosegue descrivendo il perché delle falsità in campo medico, elencando una serie di motivi tra cui il conflitto d’interessi che inevitabilmente va a verificarsi per la dipendenza economica che l’industria farmaceutica fa gravare su chi fa ricerca e ne pubblica i risultati, una ricerca – Continua Horton – “in cui i dati vengono adattati alla teoria da sostenere” e afferma pure che:
“le riviste mediche respingono articoli che, invece, raccontano le cose come stanno”.

L’articolo si conclude con: “La buona notizia è che la scienza (medica) sta cominciando a prendere sul serio i suoi peggiori difetti. La cattiva notizia è che nessuno è pronto a fare il primo passo per ripulire il sistema.

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