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L’inconsapevolezza sul cibo

24 Giugno 2016 Considerazioni dal mondo vegan

L’inconsapevolezza sul cibo di cui ci nutriamo, scaturisce da tanti fattori…Se le persone assistessero alla macellazione dell’animale di cui comprano le carni, non lo mangerebbero;
se le persone guardassero le condizioni in cui queste povere creature versano e avessero contezza delle privazioni, della prigionia e degli abusi a cui costoro sono sottoposti, non li mangerebbero;
se le madri, nell’atto di acquistare il latte contemplassero la struggente storia che c’è dietro quella bottiglia, non lo somministrerebbero ai loro figli.

Dunque, la scelta alimentare di derivazione animale nasce dall’inconsapevolezza

Da oltre 40 anni, decine di rigorosi studi clinici dimostrano, incontrovertibilmente, che cibarsi di animali e dei loro derivati è per noi una deviazione dalla condizione di salute.

Eppure, sono ancora troppi i medici che sembrano non tenerne conto.

Sia ben chiaro, gran parte della responsabilità della nostra salute ricade inevitabilmente sulle nostre scelte quotidiane.
Tant’è vero che, all’insorgere di qualche disturbo, poco-poco il medico insiste sulla necessità di cambiare regime alimentare e stile di vita, quasi preferiremmo cambiare medico piuttosto che le nostre malsane abitudini.
Ma è altresì vero che le informazioni che ci vengono veicolate dai medici sono ondivaghe se non addirittura forvianti.

In special modo quelli che si prestano ai programmi televisivi, come in quest’ultima attuale campagna pubblicitaria pagata dal Ministero della Salute, in cui, assieme a personaggi noti (come se notorietà significasse onniscienza) propalano l’importanza di bere latte di mucca.
Teoria massivamente sconfessata da oltre 20 anni di evidenze cliniche e scientifiche dalle quali si evince, al contrario di quanto viene veicolato all’interno dello spot, che dopo lo svezzamento bere latte di mucca è per noi DANNOSO oltre che innaturale.
Con cotante evidenze scientifiche e con la conseguente crescente consapevolezza di noi consumatori sul tema, ci s’interroga sul perché di tali operazioni alla INGSOC e se per caso non si tratta dell’ennesimo conflitto d’interessi che tanto fa male a questo paese.

Rispetto a questo genere di comportamenti ispirati dal miope interesse economico, un caro saggio amico ha detto: “Abbiamo la coscienza per vivere ma non viviamo con coscienza”. Niente di più vero.

Invero, prima di iniziare ogni valutazione, un medico dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere che sono più le cose che non conosce che quelle che crede di conoscere. Parimenti, ognuno di noi dovrebbe superare quegli automatismi comportamentali che sovente sono il vero ostacolo allo star bene.

Vi suggerisco di tenere sempre a mente questa semplicissima considerazione:

Poiché tutto ciò che entra nel nostro corpo finisce per diventare il nostro corpo, abbiamo il diritto ed il dovere di sapere cosa mangiamo.

Ritorniamo padroni del nostro corpo e adottiamo una nuova (a ben vedere antica) cultura alimentare.

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