Giovanni-de-Medici

Ricordarsi di ricordare

14 Settembre 2016 fuori di vegan

Nel 1513 salì al soglio pontificio a 38 anni Leone X.
Era obeso, con un viso tondo e pieno, il labbro inferiore pronunciato e gli occhi bovini.
Si chiamava Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, protonotario apostolico a 7 anni e cardinale a 13.
Con lui il villino di caccia della Magliana, inaugurato da Innocenzo VIII e arricchito da Giulio II, diventò una sala polivalente per spettacoli, gare poetiche, banchetti e orge travestite da “festini bacchino-rinascimentali”.

Preoccupato da congiure interne, per nulla rassicurato dai 13 cardinali che componevano il Sacro Collegio, nominò in una sola volta 31 nuovi cardinali, scegliendo tra le persone a lui più devote.
Per rimpinguare le finanze che inesorabilmente stava portando verso il collasso, varò nel 1517 un sistema di indulgenze, la Taxa Camarae, un meticoloso elenco tariffario comprendente 35 articoli, che concedeva il perdono a chiunque pagasse in base al crimine effettuato.

Oggi li chiameremmo condoni.
Per gli ecclesiastici si andava dal pagamento di 67 libbre per il semplice peccato carnale con suore e parenti, il doppio se i partner erano bambini o animali.

Stessa somma per le religiose che si concedevano simultaneamente a più uomini. I più seri, che avevano scelto una relazione duratura, se la cavavano con 45 libbre, mentre le persone che nonostante un brutto aspetto fisico volessero prendere i voti dovevano versare alla cancelleria apostolica 58 libbre, con differenze tariffarie in base a quale dei due occhi fosse guercio. Più dura la situazione degli strabici che volessero ricevere ordini sacri. Avrebbero dovuto versare 310 libbre, quasi il doppio di un vescovo o di un abate che commetteva omicidio. Ma c’era il perdono a buon prezzo  per l’incesto, per l’uxoricidio a fine di contrarre nuovo matrimonio, per l’affogamento del figlio o l’assassinio di un parente stretto. Per più crimini commessi nello stresso giorno c’era la convenienza “Paghi uno ammazzi quattro”. Si potevano quindi uccidere più persone, ma il perdono si pagava come se la vittima fosse una sola.
Infine il gioiello più prezioso tra tante perle: “Colui che in anticipo volesse comprare l’assoluzione di ogni omicidio futuro, pagherà 168 libbre!”.
Sua la frase celebre: “Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula”

[La storia ci dice quanta fortuna ci abbia arrecato quella favola di Cristo]  (Papa Leone X, lettera al Cardinale Bembo)

 

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