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LATTE ROSSO SANGUE

01 Febbraio 2017 Al... iena, Vegan Place Blog

In natura un bovino vivrebbe anche più di trent’anni ma ciò gli viene puntualmente impedito dall’umano.

Oggi parliamo del latte

La considerata “mucca da latte” vivrà 4/5 anni di torture, stupri e separazione dai figli, dopodiché non si reggerà più in piedi e verrà macellata: se facciamo le debite proporzioni tra aspettativa di vita umana e bovina, le mucche vengono macellate adolescenti.

Le mucche sono mammiferi esattamente come noi: producono latte solo in presenza di una gravidanza

Ora vi chiederete perché si trovi latte al supermercato ed ovunque ci siano generi alimentari o di ristoro: perché il vitello viene separato dalla madre a pochi giorni di vita di modo che non le “rubi” il latte.

Nei pochi allevamenti in cui il vitello rimane con la madre, gli viene messo un morso con spuntoni in ferro attorno al muso, in modo che la mucca, sentendo dolore, non lo faccia avvicinare.

Portare via il vitellino dalla madre crea un’enorme sofferenza e angoscia in entrambi. Racconta John Avizienus della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals inglese, di una mucca che, separata a forza dal figlio, si fermava davanti al posto in cui l’aveva visto per l’ultima volta, e muggiva per ore e ore, piena di disperazione e tristezza. Allo stesso modo soffrono i cuccioli, che non possono stare vicino alla madre, non possono correre e giocare coi loro simili, non ricevono quell’affetto che a un cucciolo è necessario più dell’aria che respira.

I vitelli vengono poi alimentati con una dieta inadeguata apposta per renderli anemici e far sì che la loro carne sia bianca e tenera (come piace ai consumatori) e infine sono mandati al macello.” (J. Masson).”

Morso che punge e ferisce la mucca, costretta ad allontanare proprio figlio affamato di latte

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Vengono inoltre segregati in minuscoli box perché non sviluppino la massa muscolare che renderebbe la carne meno “friabile”

La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l’ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello. Non sorprende che ogni anno un terzo delle mucche sfruttate nei caseifici soffra di mastite (una dolorosa infiammazione delle mammelle).

Per aumentare la produzione di latte, la mucca è alimentata con proteine molto concentrate, ma spesso neppure queste sono sufficienti, tanto da provocare lacerazione dei tessuti per soddisfare la continua richiesta di latte (in Inghilterra hanno coniato un termine per definire questa pratica: “milking off the cow’s back”, ossia mungitura del posteriore della mucca). Ciò provoca una condizione chiamata acidosi, che può rendere zoppo l’animale e ciò accade ogni anno al 25% delle mucche sfruttate per la produzione di latte. Avrete visto in televisione alcuni servizi sulle “mucche a terra”: il motivo è questo.

 

mucca-esausta

Il prof. John Webster, autore del libro “Il benessere animale. Uno sguardo verso il paradiso”, spiega che il dolore che sentono questi poveri animali è come quello che si prova se ci si chiudono le dita dei piedi in una porta e poi si cerca di camminare.

Dopo cinque  anni di questa vita, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 30 anni.

Come per ogni animale considerato “da reddito”, non esiste accoppiamento naturale: l’eiaculazione del toro viene stimolata manualmente ed il liquido seminale introdotto con tubi in vagina alla mucca: anche questo non é propriamente naturale.

I vitelli avranno questo destino: se maschi il mattatoio a 3 mesi, se femmine la schiavitù del latte come la madre.

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Vi invito ad andare a conoscere questi giganti buoni nelle oasi di animali salvati dal mattatoio

Io conobbi Luna e Terra di Ippoasi ed ho chiesto scusa infinite volte, abbracciata al loro collo, per quello che avevo fatto, inconsapevolmente, ai loro figli; vi consiglio di farlo.

Come si comporterebbero in natura?

Come accade per gli umani, la gestazione dei bovini dura nove mesi, e la mucca allatta il suo cucciolo per nove-dodici mesi.

Uno dei loro sensi più importanti è l’olfatto, e da quello si pensa riescano anche a capire le emozioni dei propri simili. Infatti, quando nasce un nuovo vitello, tutte le mucche, per fare conoscenza col piccolo, si avvicinano per annusarlo.

I bovini conoscono le erbe medicinali che sono loro utili per curarsi dai piccoli malesseri, e le cercano e le mangiano per esempio quando hanno mal di pancia.

Laurie Winn Carlson, autrice di un libro sui bovini, afferma che le mucche “sono le madri più protettive esistenti in natura”, capaci di attaccare qualsiasi animale minacci la prole.

Cita la studiosa Nancy Curtis, la quale scrive di aver visto una mucca disorientata per la perdita del vitello che, dopo un mese, “ritornava sul luogo della nascita, cercandolo e chiamandolo. Ha richiamato in me il senso profondo dell’istinto materno che non è mai del tutto sepolto”.

Aneddoti dal libro “Il maiale che cantava alla luna”

Non molto tempo fa ho fatto visita a una ricercatrice norvegese laureata a Cambridge, Kristin Hagen. […] Siamo usciti per osservare le giovenche, e dopo un po’ gli animali hanno iniziato a giocare. “Guarda cosa fanno quando iniziamo a correre” mi ha detto Kristin. Le giovani mucche hanno iniziato a correre nei campi insieme a noi, saltellando come bambine. Scalciavano, acceleravano, rallentavano, non ci perdevano mai di vista; pareva quasi che ci imitassero. Era evidente che si stavano divertendo. Guardando negli occhi due mucche accanto a me, ho potuto capire che una era diffidente, l’altra amichevole. Ero certo che le loro fossero due personalità distinte. [Masson] “

“Nel 1995 a Hopkinsons, una cittadina del Massachusetts, una mucca Holstein bianca e nera di cinque anni e oltre sei quintali di peso si trovava in un mattatoio per essere tramortita e poi scuoiata quando, con l’agilità di una renna, all’improvviso superò con un balzo una staccionata di oltre un metro e mezzo. […] La mucca fuggì nel bosco. […] Un gruppo di cittadini desiderosi di salvarle la vita persuasero il proprietario a venderla a loro, per un dollaro a testa. […] Una dei nuovi proprietari, Meg Randa, la seguì nel bosco, si sedette per terra e non si mosse per quattro ore. Alla fine Emily (così era stata battezzata la mucca), incuriosita, si avvicinò e accettò cibo da un secchio di cereali che teneva Lewis, il marito di Meg. Per quattro giorni la coppia rimase nelle vicinanze, guadagnando a poco a poco la fiducia dell’animale. Alla fine Emily acconsentì a salire su un rimorchio che i due coniugi avevano portato. Mentre saliva tremava come una foglia ma fu portata al Peace Abbey, scuola e rifugio per animali. […] Oggi, Emily è la loro “portavoce” contro il consumo di carne. Lewis dice alla gente che ha due alternative: “O dar retta a Emily, o al cardiologo”. [Masson] “

Al… iena

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